Torna la rubrica “Spilli”, perle di saggezza per tutti

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Torna la rubrica “Spilli”, dedicata alle poesie, ai racconti, ma in chiave relax. Ovvero affrontando lettura e letteratura da un punto di vista molto soft.

Per questo primo-nuovo appuntamento, che proporrò ogni weekend, ho scelto “I miei martedì col professore”, di Mitch Albom.

La scelta, concepita per la tematica #promuoviamolalettura proposta su Facebook per addolcire il tempo d’attesa dovuto all’emergenza da covid-19, è stata mirata.

Questo libro, infatti, nella sua semplicità (ripeto quanto descritto sul mio profilo) e nella chiarezza efferata con cui narra la storia del Prof. Morrie è senza dubbio un racconto che – almeno una volta nella vita – andrebbe letto senza se e senza ma.

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Vi è mai capitato di pensare di svolgere una “tesi” sulla vita? Ebbene, Albom in questo libro raccoglie in maniera semplice, come paragone della vita stessa, questi martedì passati in compagnia del suo amato e stimato Professore.

La narrazione commovente, che spinge volutamente alla riflessione, mostra la saggezza e la fragilità della vita umana in cui l’anima si spoglia e diventa protagonista.

Dall’idea della morte, (cui il Prof. Morrie è destinato prematuramente causa malattia) ne deriva un lungo monologo col suo interlocutore Mitch.

Segue un profondo insegnamento, l’equilibrio dell’anima, dove il racconto tocca le corde della coscienza nelle corde della vita e nei diversi aspetti della morte. Inutile dire, che – da parte mia – questo libro mi ha commosso.

Torna la rubrica “Spilli”: Riportiamo un breve passo del libro

(Ottavo Martedì)  […]

– ” In questo paese si fa grande confusione tra ciò che vogliamo e ciò di cui abbiamo veramente bisogno”, dichiarò Morrie.  “Hai bisogno di cibo, ma vuoi un frappè al cioccolato. Devi essere onesto con te stesso. Non hai bisogno della spider ultimo modello proprio come non hai bisogno di una casa più grande. La verità è che non ricavi soddisfazione da quelle cose. sai che cosa ti gratifica veramente?”

– ” Che cosa?” –

-“Offrire agli altri quello che hai da dare.”

– “Sembri un boy scout.”-

-“Non parlo di denaro Mitch. Mi riferisco al tuo tempo. Al tuo interesse. Alle storie che mi racconti. Non è così difficile. C’è nelle vicinanze un centro per anziani che è stato aperto da poco, ed è frequentato da decine e decine di persone, ogni giorno. Se sei giovane e hai qualche capacità, ti invitano ad andare a insegnarla loro. Diciamo che ci sai fare coi computer: saresti il benvenuto se andassi a spiegare come si usano. E loro sono molto grati. E così che si comincia a guadagnare il rispetto, offrendo qualcosa che si ha.” [ … ]

– “Se stai cercando di darti delle arie con chi sta in alto, scordatelo. Ti guarderanno dall’alto in basso comunque. E se stai cercando di darti delle arie con la gente che sta in basso, scordatelo lo stesso. Ti invidieranno e basta. Gli status-symbol non ti porteranno da nessuna parte. Solo un cuore sincero ti permetterà di stare alla pari con tutti.”

Fece una pausa, poi mi fissò. ” Io sto morendo, no?”

-“Già”-

-“Perché credi sia importante per me ascoltare i problemi degli altri? Non Ho abbastanza sofferenza e dolore di mio? …

-“Certo! Ma dare agli altri è quel che mi fa sentire vivo. Di sicuro non la mia macchina o la mia casa. Nè quel che vedo allo specchio. Offrire il mio tempo, far sorridere qualcuno che prima era triste, è quanto di più vicino a sentirmi sano io potrò mai provare” … […]

Torna la rubrica “Spilli” – Tratto da: ” I miei martedì col professore” di Mitch Albom (Best Seller-Rizzoli