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DOTE: #pensieridiuningenuo #poetainsneakers

Dote” è una delle prime poesie che vorrei proporvi del #poetainsneakers, della serie #pensieridiuningenuo. Se siete capitati qui per caso vi invito a leggere l’intervista fatta al #poetainsneakers o a seguirlo sulla pagina Instagram personale.

Dote

La chiamano dote… È una prigione, una macchina da scrivere, un letto e un orinatoio.

Lo scrittore ha bisogno solo di questo: “E’ pronto da mangiare!”

Ci si dimentica di vivere per scrivere, un rapporto morboso tra lettere e spazi, tra giusto e sbagliato…

Che differenza c’è tra l’essere vivo o morto, lo scrittore conosce la via di mezzo, il dolore lo racconta,

l’amore gli scappa e il sesso è un mezzo per cercare la rabbia, guarda il cielo e trova una via di fuga…

Una dote, una prigione dove tutti cercano di scappare, tu sei bravo a farlo in mezzo ai fogli.

Basta, il sogno si brucia come una pellicola e tutto intorno si dilata e scompare.

Rimane solo una macchina da scrivere in mezzo alle macerie, un carrarmato in mezzo al niente…

In lontananza un evaso che

scappa dalla sua stanza, dalla carta bianca e la

sua macchina da scrivere aspetta le sue dita

per vivere e morire.

#pensieridiuningenuo

Chicche …

Quando ti sei accorto, salvo che tu non lo abbia sempre saputo, che avevi questo dono?

 La mia hashtag  #pensieridiuningenuo nasce proprio per questa mia poca consapevolezza, io non mi sento uno scrittore, penso che una cosa me la merito. Io non mi definisco un bravo scrittore, ho solo consapevolezza del mezzo di comunicazione, so trasmettere con poco. Forse perché gli scrittori veri, con linguaggi difficili, si allontanano dalla strada per avvicinarsi più alti borghi, io ho bisogno di rimanere con le mie sneakers a terra.

Se la poesia ti è piaciuta, continua a seguirci e leggi anche la pagina dedicata ai poeti de la vita a sorsi di caffè.

 

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